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Il titolo vuole ricalcare, un po' a sproposito, il
'40 anni vergine' dello scorso anno, anche se siamo lontani come
tematica. Il 14enne Sam deve affrontare l'ultimo anno di scuola,
con tutti i suoi problemi: la bassa statura, i compagni che lo
prendono in giro, la ragazza che gli piace che non lo considera
nemmeno, i professori che stravedono per lui con conseguenti
invidie dei compagni, i genitori troppo protettivi. Sam cerca di
risolvere tutti questi problemi raccontando bugie per farsi
accettare: finiranno per avverarsi tutte, in una specie di saggia
maledizione che alla fine gli farà capire cosa è davvero
importante nella vita, non essere al centro dell'attenzione dei
più spavaldi o della più carina, ma essere felici con sè stessi,
perchè ognuno di noi ha il proprio posto e non deve cercare di
essere ciò che non è. Le situazioni comiche ci sono, quando si
avverano tutti i desideri di Sam: il pene gli diviene enorme, la
madre diventa una pittrice di organi sessuali femminili, i padre
ex metallaro, la professoressa di lingue si innamora perdutamente
di lui, e diventa un campione di basket. Alla fine il protagonista
capirà che i desideri tanto espressi non corrispondono a quello
che vuole veramente nè alla felicità, e riuscirà a rimediare al
suo destino e ad accettarsi per quello che è.
Il film è più profondo di quello che l'ingannevole
titolo vorrebbe lasciar pensare. Certo sono presenti le situazioni
paradossali e ridicole, ma il tutto è costruito ad arte; il film
infatti potrebbe sembrare poco sensato se visto solo come
commedia, in realtà la metafora va oltre e ci parla del rapporto
con noi stessi, di come a volte è bene accettarsi come umilmente
speciali, o semplicemente normali, quando la società ci vuole
campioni, primi in tutto.
Voto del Recensore (da 1 a 10):
7,5 |