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Come recita la profezia Maya, la fine del mondo
arriva il 21 dicembre 2012, quando un allineamento particolare
dei pianeti, che si verifica ogni 650 mila anni, porta ad
eruzioni solari, sciami di neutrini che investono il nostro
pianeta portando a incrementi di temperatura del nucleo. Le
conseguenze sono sommovimenti delle placche telluriche, maremoti
e devastazione. Ma l'uomo cercherą di sopravvivere al
cataclisma.
Diciamoci la veritą: la maggior parte delle persone
nutre un certo gusto nei cataclismi, nei disastri naturali e
non, quando non le toccano direttamente. E' un po' lo stesso
effetto che rende curiosi quando si vede un incidente stradale,
dove si raduna immediata la folla di sfaccendati. Sarą perchč si
vede qualcosa che non capita tutti i giorni, sarą perchč dentro
di noi scatta una certa inquietante soddisfazione nel sentirsi
salvi e fortunati a dispetto di chi č stato colpito, o un
macabro desiderio di vedere. Cosģ anche
le stesse idee e racconti di cataclismi profetizzati, per questo
nostro aspetto psicologico, fanno presa sui grandi numeri, ed
una profezia come quella del calendario Maya, che termina nel
dicembre del 2012, probabilmente mal interpretata e sfruttata per i soliti
fini commerciali, riesce a trovare interesse nel grande pubblico. Lo
sa bene Roland Emmerich, che ha gią firmato altri disaster-movie
del calibro di 'Independence Day' e 'The day after tomorrow'. In
2012 il ruolo del comune cittadino, che esce miracolato dal
cataclisma con famiglia e cari al seguito, č lasciato a Jackson
Curtis, interpretato da John Cusack. L'uomo, scrittore di scarso
successo, separato dalla moglie, viene per caso a conoscenza del
progetto di salvataggio allestito dal governo per salvare dagli
tsunami parte della popolazione. Tra mille pericoli e
rocambolesche fughe dal cataclisma l'uomo cercherą scampo per sč
e famiglia dalla furia degli eventi, mentre le alte sfere del
potere politico organizzano l'esodo per garantirsi la salvezza a
tutti i costi.
Cosa ci troviamo davanti č facile prevederlo se si
sono gią seguiti i film sopra citati del regista: devastazioni,
catastrofi naturali, piogge di fuoco e onde anomale che
inghiottono cittą; i simboli del potere e della civiltą che si
sgretolano come fuscelli quando la terra inizia a tremare e
voragini si aprono inghiottendo buoni e cattivi; fughe per mezzo
di aerei che decollano mentre la pista viene inghiottita dal
terremoto, e volano tra i grattacieli che crollano; la critica
al materialismo, al potere politico cinico e l'inno alla
collaborazione tra confratelli nel momento del bisogno; tutto questo
incorniciato ovviamente da spettacolari effetti speciali. La
storia per il resto prevede morali facili e plurimasticate,
artificiose e se vogliamo banali, eroismi e patriottismo
infarciti qua e lą a decorare la pellicola. Quindi nel suo
genere un film che attirerą sicuramente, godibile e gioia per
gli occhietti bramosi di catastrofi, ma alla fine nulla di pił,
anzi in alcuni punti la pellicola risulta lenta, considerata la
lunghezza del film, e talvolta scontata. Da segnalare una (forse
volutamente, forse casualmente ironica) allusione ad un primo
ministro italiano che decide, invece di fuggire e salvarsi, di
restare nel proprio paese a pregare per i suoi concittadini.
Insomma, per gli americani Berlusconi santo subito.
Voto del Recensore (da 1 a 10): 7 |