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"C'era una volta un bravo topolino, che amava
l'onore e la giustizia, e diceva sempre la verità..." così
iniziano le avventure del topino Despereaux. La fiaba è
ambientata nel regno di Dor, dove la prima domenica di ogni
primavera viene celebrata la festa della zuppa: lo chef prepara
per tutta la popolazione una grandiosa zuppa, ogni volta con
ingredienti e aromi differenti. Ma qualcosa va storto, a causa
della comparsa involontaria di un ratto, Roscuro, durante il
primo assaggio della zuppa, e il re bandisce ratti e zuppa per
sempre dalle sue terre. Da quel momento un velo di oscurità
scende sul castello e sui campi, la pioggia non scende più e la
tristezza si impadronisce del reame. Nel castello
contemporaneamente esistono altri due piccoli mondi, MouseWorld,
il piccolo regno dei topi, e RatWorld, regno dei ratti, il primo
dislocato in una dispensa abbandonata, il secondo invece nelle
buie segrete. Despereaux nasce a MouseWorld e da subito mostra
le sue spiccate doti che lo rendono unico tra i topi: più
piccolino degli altri, e con due orecchione enormi, non teme
nulla e, forte del suo carattere coraggioso e anticonformista,
non impara come gli altri coetanei l'arte della paura e della
fuga di fronte a umani o trappole. Invece che cibarsi dei libri,
preferisce leggerli, e per questo impara avventure
cavalleresche, dove l'ardore e i buoni sentimenti sono
vincitori. Finisce così per cacciarsi nei guai di fronte al
consiglio dei topi e essere bandito dal regno, cosa che lo
porterà a vivere una incredibile avventura che lo porterà a
salvare il regno intero e la bella principessa.
Le avventure del topino Despereaux segue l'onda del
successo di
Ratatouille, altro film di animazione con
protagonista un topino, sebbene i due film siano concettualmente
differenti, e di fronte al paragone non sfigura: si tratta
infatti di una deliziosa fiaba, con tanto di principessa da
salvare, ma dotata però di grande spessore e maturità, in grado
di far riflettere su temi quali il destino, il dolore e le
conseguenze a cui porta, e il perdono. La magnifica grafica e
l'ambientazione medievale fan da cornice a una trama complessa
ma molto ben curata, con protagonisti dettagliati nelle movenze
e nel carattere. Nel film sono trattati aspetti più duri delle
classiche fiabe dove tutto è rosa e fiori, come la povertà,
l'abbandono della figlia piccola da parte di un padre
impossibilitato a mantenerla, la malvagità del capo dei ratti
che celebra giochi in stile colosseo, ma come in ogni favola che
si rispetti l'onestà, i buoni propositi e la giustizia alla fine
trionfano, e chi sbaglia ma ha buon cuore ha la possibilità di
riscattare il proprio perdono. Oltre al citato
Ratatouille, di cui ritroviamo la 'celebrazione' culinaria della
zuppa, è evidente nel film il rimando ai viaggi di Gulliver (la
scena finale della principessa ne è lampante
esempio).
Un film delizioso, per grandi e piccini.
Voto del Recensore (da 1 a 10):
9 |