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208 dopo Cristo, la Cina è divisa in tre regni,
con un imperatore nel regno del nord giovane e debole, succube
di un primo ministro, Cao Cao, estremamente potente. L'uomo lo
convince a dichiarare guerra ai regni del sud, per poterli
annettere ed usurpare infine il trono. I due sovrani dei regni
del sud, Sun Quan e Liu Bei, con molti meno uomini e forze a
loro disposizione, decidono allora di allearsi e combattere il
nemico invasore con l'astuzia e la tattica.
John Woo ha firmato molti film d'azione di
successo (Face Off, Mission Impossible), inizialmente basati
sulle arti marziali (lo sesso regista ha dato vita e fama a
Jackie Chan). Con La battaglia dei tre regni unisce l'azione e
la battaglia con ritmi più tranquilli e posati propri
dell'antico mondo orientale. Troviamo l'onore, i modi
cavallereschi, gli eleganti palazzi reali, l'esaltazione del
coraggio, miscelati ad azioni spettacolari di arti marziali e
combattimenti medievaleggianti, truppe in formazione, attacchi
di cavalleria, piogge di frecce e ingegnose quanto spettacolari
tattiche militari.
L'uso della computer grafica trova sfoggio nelle
colossali battaglia, navali e terrestri, dove i numeri messi in
campo sono maggiormente esaltati dalle coreografie delle truppe
sul campo di battaglia, mentre eseguono manovre e prendono
formazione in maniera perfetta. La sincronia dei movimenti e la
ricerca dell'eleganza sono in linea con altri film dal
misterioso e magico sapore cinese (come
la città proibita).
Scenografia di alto livello quindi, unita ad una
altrettanto ricercata fotografia nelle inquadrature, effetti
pirotecnici ed azione accompagnata da quel pizzico di eroico ed
inverosimile che rende il film godible per il grande pubblico
che cerca qualche emozione in più dei canonici (noiosi se
vogliamo) film a tinte orientali.
Voto del Recensore (da 1 a 10): 8 |