|
Da un racconto di F. Scott Fitzgerald, degli anni
'20, il curioso caso di Benjamin Button narra dell'omonimo
protagonista che ha un insolito cammino esistenziale: nasce
infatti vecchio, ottantenne, viene abbandonato per le sue
deformità e allevato in una casa di riposo. Ma invece di morire,
come tutti si aspettavano, la sua vita procede a ritroso,
ringiovanendo. Benjamin vive tuttavia con serenità la sua vita,
non aspettandosi niente di diverso da quello che gli capita
giorno per giorno, senza eccessi che la sua particolarità
potrebbe portargli ma senza nemmeno ritenersi diverso o
nascondersi agli altri. Con la sua serenità, vivrà una vita
fatta di tante storie, amori e vicissitudini, complicate come la
vita di ogni persona 'normale', e incontrerà tanti personaggi, a
cui la conoscenza dell'uomo porterà benefici, maggior chiarezza
di idee, come se lo stesso Benjamin irradiasse un'aura magica
attorno a sè. Un uomo che vive in pace con sè stesso, che sembra
emanare un silenzioso inno ad abbattere quegli ostacoli che
possono presentarsi nel rapporto tra persone, a guardare più a
fondo, oltre le apparenze, come accade quando incontra, durante
l'infanzia, Daisy, la donna della sua vita, che capisce come lui
è 'dentro', pur essendo esteriormente diverso da tutti i
coetanei.
Per realizzare questo film, lo straordinario trucco
sul volto di Brad Pitt è riuscito a mutarne la bellezza in rughe
di vecchiaia con maestria; tutto il film ha un incedere lento,
visto come se tutta la pellicola fosse il ricordo di una vita
effettivamente vissuta, e narrata con affetto, quasi i ricordi
uscissero poco per volta dal torpore con cui erano silenti nella
mente del narratore. Il filtro seppia aumenta il vigore di
questa prospettiva, e le inquadrature straordinarie riescono a
dare profondità all'amore tra i due protagonisti. E il tema del
tempo, che passa per tutti, per chi in un verso e per chi nel
verso opposto, inarrestabile e inesorabile, è sottolineato dalla
lunghezza di una pellicola tuttavia molto lenta, a tratti
soporifera, in cui le emozioni più forti si presentano solo sul
finale.
Voto del Recensore (da 1 a 10): 7 |