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Stanley (Rob Schneider) fa affari in modo non
propriamente lecito, frodando nel campo immobiliare. Per questo
gli viene imputata una condanna per frode, che dovrà scontare in
carcere per 3 anni. Facendo leva su un avvocato corrotto, Stan
riesce a ottenere 6 mesi di libertà prima di andare in prigione:
in questi mesi così può
sistemare i suoi affari e prepararsi a quello che lo aspetta. La paura più grande di Stan è quello
delle violenze sessuali tra i detenuti. La sua statura minuta e
debole ne farebbe un bersaglio perfetto per tutti i violenti
detenuti. Per diminuire questo rischio, e poter tornare indenne
dalla moglie dopo i 3 anni, decide di rivolgersi ad un esperto di
arti marziali, il cui soprannome, 'il Maestro', è già tutto un programma.
Dopo i 6 mesi di esercizi forzati, l'arrivo in
prigione vedrà Stan imporsi sui detenuti con la nuova forza
donatagli dall'arte del karate, scontrandosi con le varie gang
interne (i neri, i nazisti, i latini). Ma le cose evolveranno in
modo inaspettato, e alla fine si troverà lui stesso a prendere le parti dei
detenuti.
Big Stan è una commedia leggera ed originale, se
non altro nel tema centrale del film, un po' spinoso e delicato
che ne consiglia la visione ad un pubblico adulto. Indubbiamente
si ride, anche se con battute spesso a sfondo sessuale, e con una
comicità in stile sit-com americana che caratterizza di solito le
interpretazioni dell'attore americano protagonista, che qui fa
anche da regista. L'evolversi delle situazioni non è troppo
prevedibile, e divertenti sono le interazioni con i detenuti,
davvero ben caratterizzati. Il film riesce quindi nel suo intento
di intrattenere, pur non essendo certo un ripieno di concetti, ma
buono per una serata disimpegnata.
Voto del Recensore (da 1 a 10):
7/8 |