Scheda del film e recensione

Cargo 200

 

Genere: Drammatico

Anno: 2005

Regia:  Alexey Balabanov

Durata:  95'

Cast: Alexey Serebryakov, Leonid Gromov, Yuri Stepanov, Agniya Kuznetsova, Alexey Poluyan, Mikhail Skryabin, Natalya Akimova, Valentina Andryukova, Leonid Bichevin

Voto Medio:   Voti Totali: 1

Recensione/trama film:

Difficile inquadrare un film come Cargo 200. Descriverne la trama in maniera analitica, secca, spaventerebbe sicuramente l'aspirante spettatore: bisognerebbe infatti soffermarsi sulla brutalità, sulla violenza, a tratti anche sul sadismo che impregnano il racconto. Sembrerebbe un film di quella ferocia banale, oggi spesso un po' inflazionata.

Ma anche i lati più oscuri della vita trovano la loro esaltazione poetica nell'opera del Maestro Balabanov, che confeziona una pellicola paradossale, surreale, irrazionale .. autentica!

Dopo quest'ampia premessa, la trama. E' la storia di due fratelli, alti funzionari del PCUS, e dei loro figli, giovani alla moda, ormai dimentichi della passione politica dei padri; siamo nel 1984, e l'Unione Sovietica è giunta al suo capolinea. I protagonisti, in un viaggio nella campagna russa da Leninsk a Leningrado, si ritrovano in una cascina abbandonata, nella quale si è insediata una comune, popolata da ex galeotti, profughi vietnamiti e piccoli burocrati locali del regime che sognano una nuova "Città del Sole" (il richiamo a Campanella è del regista); nel fallimento delle loro vite, tuttavia, finiscono nel ripiegare su vodka e sadiche sevizie, in un tourbillon di depravazione senza limiti.

Questo mosaico, apparentemente schizofrenico, ha però un significato profondo: è raro (personalmente, mai mi era capitato) poter assistere ad una rappresentazione così perfetta dell'implosione di un regime. Il regista sembra urlare - e ci riesce - che dal crollo di Roma al crollo dell'URSS nulla cambia: i vecchi, austeri, valori sono soppiantati da baccanali e orgiastiche violenze, nel più pieno dissesto delle consuetudini civili.

Il ritratto a tinte fosche dell'ultimo atto dell'URSS trova però il suo messaggio di ottimismo nella scena iniziale e in quella finale. Sponsor del film è la "Commissione per la cultura e la cinematografia della Federazione Russa", e l'ultima scena ci mostra due giovani, spregiudicati, arrivisti e pieni di speranze, che camminano - parlando di affari - per le vie di Leningrado (oggi San Pietroburgo, patria del Presidente Putin e del di lui delfino): una struttura chiastica, con l'obiettivo di dimostrare che, al di là dello sfacelo dell'Unione Sovietica, esistono nuove prospettive in una nuova Russia.

 

Recensione di Fabrizio Alessandria

 

Voto del Recensore (da 1 a 10): 9

 

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Commenti su Cargo 200:     

Commento di Ste (20/05/2008):

Ora che ho letto la recensione... devo assolutamente andare a vedere il film! complimenti mi piace quel "taglio" leggermente ironico con cui scrivi.


 

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