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Chi si aspetta l'ennesimo film catastrofico sullo
stile di Deep Impact o Independence Day ritroverà in questo
Cloverfield solo un vago sentore dei film citati. C'è infatti ben
presente la distruzione e il catastrofismo, stavolta ad opera di
mostri tanto enormi quanto affamati, usciti da chissà dove e
piombati nel centro di Manhattan per far strage di uomini e
demolire palazzi; ci sono la confusione, le esplosioni, le grida,
ma il film è in grado di angosciare lo spettatore molto più che i
sopra citati blockbuster. Sarà probabilmente per via delle
riprese, interamente girate tramite videocamera amatoriale, in
stile Blair Witch Project. Non che girare un film utilizzando la
scusa della videocamera, facendola sballottare qua e là per creare
più tensione, sia una scelta facile, anzi il regista con questa
modalità riesce bene nel suo intento di catturare la tensione, il
panico dei ragazzi protagonisti che, durante una festa per la
promozione sul lavoro del proprietario della videocamera, vivono
l'inizio e l'evolversi dell'incubo, quando l'attacco delle
creature (o della creatura) comincia. La statua della libertà
perde la testa, che rotola tra le automobili tra fumo ed
esplosioni, palazzi che crollano ed inevitabile pensiero che va
all'11 settembre. Mentre i soccorsi militari provano invano ad
eliminare l'abominio, i ragazzi cercano di salvare una amica
intrappolata mentre il mostro rilascia piccoli mostri ragnoidi
egualmente famelici.
Cloverfield si è dimostrato capace di mantenere ben
desta l'attenzione dello spettatore fino alla fine, eccetto forse
il primo quarto d'ora interamente dedicato al party del
protagonista. Per il resto basta chiudere un occhio su qualche
particolare poco verosimile e non domandarsi da dove mai sia
saltato fuori il mostro, perché ce l'abbia tanto con la razza
umana e perché una persona in pericolo di vita debba perdere il
suo tempo a filmare tutto: sarebbero mancati gli elemento portanti
di questa miscela catastrofica.
Voto del Recensore (da 1 a 10): 8 |