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Conan The Barbarian
Genere: Fantastico, Azione
Anno: 2011
Regia: Marcus Nispel
Durata: 105'
Cast:
Jason Momoa, Rachel Nichols, Ron
Perlman, Rose McGowan, Stephen Lang, Saïd Taghmaoui, Leo
Howard, Bob Sapp, Katarzyna Wolejnio, Nonso Anozie
Sito Ufficiale:
www.conanthebarbarianin3d.com
Voto Medio:
Voti Totali: 0

Recensione/trama film:
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Conan (Jason Momoa), cresciuto in una tribù di
barbari guerrieri e dedito alle armi fin da piccolo, perde il
padre dopo l'attacco da parte di Khalar Zym (Stephen Lang).
Giura quindi vendetta, incontrando sulla sua strada la bella
Tamara (Rachel Nichols), il cui destino si unirà a quello del
guerriero cimmero.
Tratto dal libro di Robert Howard, Conan il
barbaro diede il via al genere fantasy barbarico, lanciato poi
dai fumetti Marvel e sul versante cinematografico nel 1982 dal
Conan il barbaro col mitico Schwarzenegger ad impersonare il
nerboruto guerriero. Armato di spada, rozzo nelle maniere ma dal
cuore nobile e leale, Conan stavolta ci viene proposto in 3D in
un remake dalla trama piuttosto lineare per non dire semplice:
l'eroe che cerca la vendetta sul truce ed ignobile cattivo,
incontrando qualche buon amico lungo il percorso e la sua amata,
ovviamente poi da salvare. Il film parte bene, aprendoci la
porta al mondo hyboriano con un preludio interessante e che
faceva bene sperare, complice anche un grande Ron Perlman nel
ruolo del padre del giovane Conan; poi purtroppo si inciampa in
una fin troppo prevedibile trama, senza spunti interessanti o
capaci di rendere viva la pellicola, che si butta a capofitto in
scene di combattimenti feroci e spargimento di sangue alla lunga
un po' ripetitivi. L'attore protagonista, Momoa, è una presenza
fisica adeguata al livello muscolare richiesto ma quanto a
recitazione siamo scarsi. I pochi dialoghi in alcuni momenti
sprofondano in una imbarazzante vacuità, sebbene ci si possa
nascondere dietro la scusante dell'eroe rozzo e di poche parole,
anche se qui si va oltre un certo limite. La regia falla in
alcuni punti con errori di superficialità (l'abbordaggio alla
nave che inizia a notte fonda mentre la successiva scena di
combattimento sulla stessa è in pieno giorno). Manca inoltre
quel senso di epico che il prologo poteva lasciar sperare,
facendo scivolare il film nel mare dei remake falliti.
La frase: "Io vivo, amo, uccido,
e sono contento."
Voto del Recensore (da 1 a 10): 6 |
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