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Il seguito di
'Le cronache di Narnia', fiaba
che narra di quattro piccoli fratelli, Peter, Edmund, Lucy e
Susan, che, ai tempi della seconda guerra mondiale, scoprono un
mondo incantato, cui accedono, nel primo episodio, tramite un
armadio magico.
Il questo secondo capitolo delle Cronache di Narnia,
i 4 ragazzi dopo un anno riescono a tornare nel mondo incantato di
Narnia. Scoprono ben presto che il tempo lì è passato molto più in
fretta che sulla Terra, e più di mille anni li separano dalla loro
precedente avventura. Narnia è sotto il dominio del crudele Lord
Miraz (Sergio Castellitto), a capo della popolazione umana dei
Telmarini, mentre gli abitanti fatati del paese, animali parlanti,
centauri, minotauri e il loro re il leone Aslan, sono stati
scacciati o uccisi, rimasti solo nelle leggende e nelle storie
tramandate. Lord Miraz, quando la moglie dà alla luce un figlio,
cerca di sbarazzarsi del nipote Caspian (Ben Barnes), vero erede
al trono, per mettere al suo posto il figlio e quindi la sua
stirpe. Caspian fugge in una foresta, dove incontra alcuni dei
presunti estinti narniani che vivono in esilio nella sicurezza del
bosco. Con l'aiuto dei 4 ragazzi, precedenti regnanti su Narnia, e
della popolazione fantastica del mondo di Narnia (troviamo in
particolare un arcigo nano, Trumpkin, e un simpatico topo
battagliero, Ricipì), il principe Caspian riuscirà a far trionfare
il bene.
Questo secondo episodio è più convincente del
precedente: meno lacune nella storia, combattimenti più
avvincenti, maggior maturità nei giovani 4 protagonisti, fermo
restando che il tutto resta una favola per ragazzi e quindi
l'impossibile diventa possibile. Si sprecano le analogie col
Signore degli Anelli, dagli alberi combattenti al fiume che si
trasforma in creatura e attacca i cattivi. Numerose anche le
metafore e i significati della storia, possono andare dal
conflitto tra la razionalità degli adulti e il sognare
fanciullesco, alla metafora religiosa ben presente nel primo film
(il leone rappresenta Cristo, che moriva e risorgeva). Colori più
scuri e ombrosi rendono la storia più inquietante (o forse meno
ingenua) del primo episodio, in cui i tagli eccessivi avevano
portato una storia traballante che in questo caso invece scorre
bene per tutta la lunghezza del film.
Voto del Recensore (da 1 a 10):
7 |