Scheda del film e recensione

Defiance - I giorni del coraggio

 

Genere: Guerra/Drammatico

Anno: 2008

Regia:  Edward Zwick

Durata:  129'

Cast:  Daniel Craig, Liev Schreiber, Jamie Bell, George MacKay, Mia Wasikowska, Tomas Arana, Rolandas Boravskis, Alexa Davalos, Mark Feuerstein

Sito Ufficiale:  www.defiancemovie.com

Voto Medio:   Voti Totali: 0

Recensione/trama film:

Al tempo dell'occupazione nazista della Polonia del 1941, i tre fratelli ebrei Bielski trovano rifugio dallo sterminio nelle foreste dell'attuale Bielorussia. Qui saranno poco per volta raggiunti da altri ebrei, fuggiti dai villaggi circostanti, fino a costituire una vera comunità di rifugio e salvezza, lottando insieme per la sopravvivenza e resistendo, nascosti nella boscaglia, ai pattugliamenti tedeschi.

Tratto da una storia vera, il film centra l'attenzione sugli ebrei e sulla loro persecuzione da un punto di vista diverso però dal consueto: stavolta al campo di sterminio e al filo spinato si sostituiscono la foresta, la fuga, la resistenza, la volontà di ribellarsi alle ingiustizie e non solo la cieca uccisione a senso unico da parte tedesca. I toni drammatici sono forti, senza raggiungere l'esasperazione, e il film mantiene un livello ben bilanciato di azione e tensione, dramma e senso di rivalsa. Le angherie della polizia polacca filo-nazista che vengono vendicate, gli attentati in stile partigiano, che però non portano al senso di liberazione sperato ma aggiungono sofferenza ai tormentati protagonisti, l'incontro con i 'veri' partigiani dell'esercito rosso. Daniel Craig, il maggiore dei tre fratelli, si cala perfettamente nella parte di leader e protettore degli ebrei sfollati, guida forte ed equa. E la costruzione della comunità, in grado di far vivere in maniera civile un folto gruppo di persone in mezzo alla foresta si scontra con i primi problemi, il freddo, il poco cibo, le malattie, le insubordinazioni. Alternate a queste scene, quelle della guerra partigiana, delle vendette e esecuzioni sommarie, contrapposte ai pochi momenti di vita felice nel campo di rifugio.

Oltre la ricostruzione storica, ben fatta, il film convince discretamente, e pur riproponendoci molti luoghi comuni tipici (gli ebrei ricchi e colti, i nazisti crudeli) resta in grado in certe occasioni di uscirne, ricordandoci che le vittime possono diventare anche carnefici in quanto la crudeltà resta prerogativa dell'umanità intera.

 

 

La frase:

"Può darsi che moriremo cercando di vivere, ma almeno moriremo da esseri umani."

 

Voto del Recensore (da 1 a 10): 8

 

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