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Torna John McClane, il duro poliziotto che non
molla mai della serie Die Hard (duri a morire). Anche questa volta
il burbero Bruce Willis si troverà a fronteggiare una minaccia
terroristica nazionale: nel mirino sarà tutto il sistema delle
telecomunicazioni e dei servizi americani, per colpa di un attacco
hacker al sistema informatico USA. Il cattivo di turno chiaramente
non ha fatto i conti con il coraggioso McClane, che aiutato da un
giovane hacker metterà Washington a ferro e fuoco per ottenere
giustizia. Questo episodio ricalca molto l'andamento dei 3
precedenti, anche se la figura di Bruce Willis, che mantiene
comunque i caratteri tipici della figura del duro, viene
parzialmente messa in secondo piano, soffocata dal conflitto uomo
analogico-uomo digitale ben presente nel film. McClane è un rude
uomo che cerca di rubare una macchina all'antica, collegandone i
fili dell'accensione, l'hacker invece si rivolge al servizio
assistenza digitalizzato. Il film è uno sfoggio continuo di
computer, codici più o meno verosimili, informatizzazione a
livelli dell'inverosimile (chi riesce a controllare la videocamera
di un ascensore da un pc in rete?) e armamentario statunitense,
aerei compresi.
Non mancano certo le scene spettacolari di azione,
come quella del tunnel e l'inseguimento finale, pugni ed
esplosioni a volontà e raffiche di mitra a iosa.
Die Hard 4 non è un film migliore dei precedenti
della serie (il primo con l'attacco al grattacielo Nakatomi resta
un mito), ma viene rinnovato con una robusta dose di informatica e
password per essere al passo con i tempi (sarà la moda?), e mantiene comunque i
ritmi frenetici e chiassosi tipici degli altri film Die Hard. Buona la
recitazione di tutti gli attori, nel complesso un discreto film
d'azione.
Voto del Recensore (da 1 a 10): 7,5 |