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Jerry è l'opposto del fratello gemello: senza
ambizioni, si ritrova commesso in una copisteria, mentre il
fratello lavora per la difesa degli Stati Uniti. Alla sua morte,
in circostanza poco chiare a seguito di un'operazione
antiterrorismo, la vita di Jerry cambia radicalmente: trova
infatti il conto corrente pieno di soldi, l'appartamento colmo
di materiale da terrorismo, armi e munizioni, e riceve chiamate
sul cellulare da una voce femminile che gli ordina di fuggire
prima dell'arrivo dell'FBI. Durante la fuga, organizzata
sempre da questa 'voce' sconosciuta, incontra Rachel, costretta
come lui ad obbedire ai comandi della voce che giungono alla
coppia per via multimediale. Questo è l'inizio di Eagle Eye,
ossia l'"occhio dell'aquila"; la cospirazione, il complotto e lo
spionaggio cybernetico sono al centro della vicenda che
coinvolge Jerry e Rachel, che si trovano invischiati in una
corsa frenetica per soddisfare le richieste della voce che li
segue in ogni punto della città, costringendoli (e
minacciandoli) a fare ciò che ordina via telefono, segnali
luminosi sui monitor stradali e ogni mezzo che può avere
un'affinità con l'informatica. Inutile dire che l'idea della
persecuzione elettronica, in grado di controllare i semafori, i
cellulari, staccare i fili della corrente da remoto e ogni altra
inverosimile e fantascientifica azione, non è del tutto nuova.
Il grande fratello elettronico, in grado di seguire tutti gli
spostamenti di una persona, di controllarne telefono, computer,
la vita stessa, è un terreno fertile per un action movie ai
limiti del fantascientifico e il regista D. J. Caruso, seguendo
un'idea di Steven Spielberg (produttore), riutilizza il Shia
LaBeouf di
Transformers come attore protagonista per dare vita
ad un film sicuramente mai noioso, ricco di scene d'azione e
inseguimenti d'effetto, coadiuvati dagli effetti speciali
DreamWorks. Di certo l'11 settembre ha avuto grandi
ripercussioni sul cinema hollywoodiano, cosa che si fa sentire
anche in Eagle Eye con i richiami al terrorismo e alla paura,
spesso fobia, dell'attentato. A tutto questo Eagle Eye mischia
un clima di tensione in stile Hal 9000, qualche colpo di scena e
battute legate al mondo di internet, e la miscela finisce per
funzionare a dovere. A guastare un po' le feste sono i moralismi
finali, per un film rivolto più a colpire con scene 'esplosive'
che a far riflettere per davvero: cosa che non dispiace comunque
per chi cerca esclusivamente un film in grado di creare la
suspense fino alla fine ed un'azione ben diretta.
Voto del Recensore (da 1 a 10): 8 |