|
DisneyNature realizza il suo primo
film-documentario, una maestosa opera naturalistica, con riprese
uniche nel loro genere, sul ciclo della vita, delle stagioni, e
con diversi appunti alle problematiche terrestri, come il tema
dello scioglimento dei ghiacci artici a causa dell'effetto
serra. Si va dai climi polari, con gli orsi bianchi e trichechi,
ai deserti africani, alla savana, seguiremo le megattere nel
loro spostamento dai tropici alle gelide acque dell'antartide e
molto altro. Le riprese, che vedono dispiegate più di 40 troupe
di documentaristi sparsi in tutto il mondo, con la
collaborazione di BBC, sono in alta definizione, e realizzate
con tecniche anche avventurose (a tal proposito accompagnano i
titoli di coda alcuni stralci sulla realizzazione delle
riprese).
La natura quindi ci viene proposta nella sua
maestosità, immensità, basta vedere le immense distese alberate
della Siberia, o le enormi migrazioni di caribù riprese
dall'alto; ma ampio spazio è lasciato anche alla crudeltà del
ciclo della vita, con il cerchio cacciatore-preda: le immagini
vedono lupi che cacciano piccoli di caribù, squali bianchi che
afferrano foche in volo, ghepardi che cacciano gazzelle, leoni
che uccidono elefanti, orsi bianchi che muoiono di fame. Riprese
al rallenty cinematograficamente spettacolari e uniche nel loro
genere, crude, tristi, ma che fan parte del ciclo naturale
degli eventi. Forse però in questo si calca troppo la mano,
lasciando troppo spazio al ciclo della ricerca spietata del cibo
e meno agli scenari suggestivi, o alle bellezze e stravaganze
della natura, che potevano essere maggiormente sottolineate
senza ottenere quell'effetto ansiogeno che invece pervade il
documentario. Unito a questo, la voce narrante di Bonolis, nella
versione italiana, che non è proprio il massimo, fa perdere
altri punti a quest'opera altrimenti impeccabile.
Voto del Recensore (da 1 a 10): 7/8 |