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Al centro di 'Flags of our Fathers', film di guerra
diretto niente meno che da Clint Eastwood in co-produzione con
Steven Spielberg, č la famosa foto scattata durante la presa
dell'isola giapponese di Iwo Jima, sul finire della seconda guerra
mondiale, che ritrae i marines americani intenti ad issare la
bandiera a stelle e strisce su un promontorio. Il film č un
intreccio tra i combattimenti, aspri e sanguinosi, che avvennero
sull'isola, visti dal punto di vista dei soldati che issarono la
bandiera, e sui risvolti politici che la foto ebbe sul popolo
americano, ormai scoraggiato ed abbattuto da anni di guerra e
spese pubbliche sull'orlo del collasso. I protagonisti, John
Bradley (Ryan Phillippe), con ruolo di medico, Ira Hayes (Adam
Beach), marine di origini pellerossa e Rene Gagnon (Jesse Bradford)
sono tra i soldati che issarono la bandiera e che uscirono vivi
dai successivi scontri su Iwo Jima (che in giapponese significa
isola solforosa) con i giapponesi, trincerati in cunicoli
sotterranei e casamatte nascoste. Questi uomini, loro malgrado, si
ritrovarono ad essere utilizzati come campagna pubblicitaria, per
ridare vigore e sostegno economico alla ripresa militare degli USA
grazie alla raccolta di buoni dell'esercito tra la popolazione
civile. Pur non sentendosi eroi, ma uomini che hanno visto morire
tutti i loro compagni, sono costretti a sorridere agli
innumerevoli flash dei reporter e a sottostare ai giochi cinici
della politica e dei media, mentre i numerosi flash back
riportano alla mente di questi uomini tutte le atrocitą viste
nell'isola.
Le scene di guerra sono ben realizzate, utilizzando
un filtro grigio-blu in grado di accentuare i toni di drammaticitą
delle scene e il colore rosso del sangue dei feriti e mutilati. Il film č profondo
e spinge a riflessioni, sui risvolti dell'essere eroi (l'eroe č
colui di cui la gente sente il bisogno, cita il film) e su quanto
č poi semplice essere dimenticati subito dopo. Clint Eastwood
dipinge 'Flags of our Fathers' con immagini e dialoghi che
lasciano il segno, ed un tono tristemente amaro, che non scade mai
nel semplice patriottismo americano.
Voto del Recensore (da 1 a 10): 9 |