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Alla morte della moglie, Walt Kowalski (Clint Eastwood),
ormai anziano, è tristemente deluso dalla realtà che lo
circonda. Con i figli non ha mai avuto un buon rapporto, e le
loro famiglie sono avide, interessate a lui solo per l'eredità.
Il quartiere in cui vive è diventato esclusivo di immigrati,
neri, messicani e coreani, un quartiere 'difficile' in cui lui è rimasto il
solo patriota, reduce dalla guerra in Corea, ad esporre fuori
casa la bandiera americana.
Si troverà, suo malgrado, a far la conoscenza del piccolo vicino
di casa Tao e della sua famiglia, quando questo cerca di
rubargli la macchina, una Ford Gran Torino del '72, spinto da
una delle tante gang di quartiere. Conoscerà in questo modo la
famiglia di Tao, facente parte di un'etnia coreana dagli usi e costumi del tutto particolari. E quella di Tao
diverrà la famiglia che prima non aveva mai avuto, e che
proteggerà alla sua maniera dai bulletti del quartiere.
Gran Torino vede il 'texano dagli occhi di ghiaccio' nei panni
di regista e protagonista. Il duro, dall'inflessibile
espressione tanto quanto ferrea morale e lingua rozza, si
scontra con i difficili problemi dell'integrazione razziale in
America, con una delinquenza giovanile crescente, in cui
possedere un'arma e far parte di una banda è il modo più veloce
per farsi rispettare, con la violenza. Si sente fortemente la
tristezza che avvolge l'animo di un patriota, disilluso dal
sogno Americano, in una realtà fatta di violenza, stupidità,
dove le cose buone di una volta sembrano essere
irrimediabilmente perdute. Ma in tutto questo Walt vede qualcosa
di buono ancora possibile, nel piccolo Tao, capace di essere
gentile, e buono. E forse per questo ne farà come un figlio,
prendendosene le sorti a cuore e proteggendo lui e la sorella,
nonostante il suo burbero e scontroso carattere gli imponga lo
scetticismo verso i 'musi gialli' da lui combattuti in Corea.
Un film complesso, duro, in cui i toni drammatici sono
stemperati da una ironia di fondo, presente nel tono sarcastico
e negli sfottò che Walt elargisce a destra e a manca, a
volte non senza un certo burbero
affetto. Gran Torino colpisce allo
stomaco per i temi trattati con occhio critico da Clint
Eastwood, temi che riguardano anche la fede, e la possibilità di
una redenzione dai peccati compiuti che, alla fine, in maniera
sorprendente,
Walt trova.
Voto del Recensore (da 1 a 10): 8/9 |