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La storia, vera, di un cane di razza Akita che ogni
giorno aspetta il ritorno del suo padrone, alla stazione dei
treni, fin quando l'uomo, ucciso da un infarto, non si presenta
più. Il cane continuerà per i nove anni seguenti a recarsi ogni
giorno alla stazione, attendendo il suo amato padrone.
Simbolo di un amore, fedeltà e devozione
incredibili, Hachiko si presenta come uno dei film più
commoventi degli ultimi anni. Richard Gere è un professore
universitario che trova il cane abbandonato alla stazione. Non
si sa di preciso chi sia il proprietario o da dove arrivi il
cane (anche se nel film è ipotizzato un lungo viaggio dal
Giappone), ma il professore, uomo di buon cuore, lo tiene con sè,
finendo con il creare un rapporto tra i due fatto di incredibile
e vero amore.
Un film, tratto da una storia giapponese che si
tramanda da generazioni, che sa regalare una dolcezza e dei
sentimenti che colpiscono al cuore: Lasse Hallstrom, (regista di
Chocolat, Casanova e vari altri film da grande schermo) evita il
pericolo dell'ingenuo o del patetico e ottiene l'effetto
desiderato, un film capace di commuovere ed emozionare grazie
alla sua semplicità e alla capacità dei due attori (Richard Gere
e il cagnolino) di fare risaltare i propri sentimenti anche solo
grazie alla gestualità. Non basta un tenero cucciolo e un
padrone che gli vuol bene per realizzare un film di questo tipo,
che sappia andare oltre quella cortina di mielosità o di
scontatezza che potrebbe esserci, e la mano del regista mette il
luce quella capacità incondizionata di amare del cane di cui
probabilmente gli uomini mancano, rendendo la storia,
caratterizzata da una trama comunque semplice, mai noiosa e
godibile fino alla fine. Molto bello.
Voto del Recensore (da 1 a 10):
8 |