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Daniel Radcliffe, l'attore che impersona Harry
Potter, in una intervista rilasciata prima del lancio di Harry
Potter 6 aveva affermato che questo sesto film della serie
avrebbe avuto momenti più sentimentali e momenti più cupi e
tristi dei precedenti episodi. L'affermazione è veritiera: le
cotte adolescenziali si intrecciano a momenti di maggior
profondità, ed altri di grande tristezza, a sottolineare la
crescita dei protagonisti all'interno della scuola di magia
Hogwarts. E se si ritrovano molti personaggi delle avventure
precedenti questa volta faremo la conoscenza di un nuovo
professore, Horace Lumacorno, il cui passato è intrecciato alla
vicenda stessa del giovane mago Tom, che diventerà in seguito
Lord Voldemort e del cui passato apprenderemo nuovi particolari.
Un Harry Potter leggermente più profondo dei
precedenti, e capace di stupire ancora con scene d'azione, come
l'incipit dell'attacco su Londra, e con ottimi effetti speciali
(Harry Potter e Silente sullo scoglio in mezzo alla tempesta).
Le vicende più riflessive e tristi non mancano, ma sono
accompagnate sempre da altri momenti di maggior comicità, questa
volta maggiormente ricercata dei precedenti episodi. Un Harry
Potter meno 'arrabbiato' dell' "Ordine
della Fenice", e più maturo, forse maggiormente astuto e
deciso, come vuole la crescita esteriore che accompagna quella
interiore. E tra un filtro d'amore, una pozione che accaparra la
buona sorte e una nuova partita di Quidditch ci troviamo
catapultati in una atmosfera oscura e dai tratti dark, ma
realizzata con maggiore attenzione sul lato psicologico.
Tuttavia questo film sa molto di 'ponte di passaggio', un'opera
incompleta sotto vari punti di vista, forse più una anticamera
al successivo film; in primo luogo il film non è dotato di un
vero e proprio finale, e questo può lasciare molto l'amaro in
bocca; ma soprattutto alcuni rapporti cardine delle storia
restano ancora nel'incerto o trattati più superficialmente, come
il rapporto tra Harry e Draco Malfoy, oppure tra Harry e il
professor Pyton, che lasciano un retrogusto di non ben definito,
e lo spettatore resta ancora nell'incertezza sul posto giusto in
cui collocare questi personaggi nella lotta bene/male; invece
più spazio è lasciato alle scorribande amorose e collegiali, con
la possibilità di annoiare maggiormente il pubblico che cerca
qualcosa di più movimentato o fantasy. Attendiamo dunque il
prossimo film, sperando che l'ascesa del lato
sentimental-collegiale non valichi il limite del buon gusto.
Voto del Recensore (da 1 a 10): 7 |