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Un piccolo micio, orfanello, viene allevato con
amore e ben presto afferma, durante l'adolescenza, le doti di
impavido e prode guerriero: è il Gatto con gli Stivali, lo
spadaccino che difende gli oppressi. La storia racconta
l'avventura che il gatto compie assieme a due improbabili
compagni (Kitty zampe di velluto e l'uovo Humpty Dumpty),
nientemeno che nella ricerca di tre magici fagioli, capaci di
generare una pianta così alta che, come favola recita, conducono
ad un castello tra le nubi, dove vive la gallina dalle uova
d'oro.
La leggenda del Gatto con gli Stivali, reso
celebre dalla sua comparsa sui film della serie Shrek, viene
ripercorsa con lo stesso mordace umorismo della fortunata serie
animata. Nuovamente a calzare il ruolo del gatto e a prestarne
la voce nella versione inglese è Antonio Banderas. Il gatto,
ruolo secondario in Shrek, ben si presta ad una parte primaria
per un cartone animato tutto a lui dedicato. Ad accompagnarlo
ovviamente ci sono dei personaggi fantasiosi e ben
caratterizzati, dall'uovo Humpty Alexander Dumpty ai furfanti
Jack & Jill, e lo scenario che calcherà sarà nuovamente ironico
e ben ricreato, oltre che caratterizzato dalle splendide
animazioni Dreamworks dotate di effetti 3D. La fan da padrone le
battutine ironiche e le strizzatine d'occhio che la
sceneggiatura si è divertita ad inserire nel corso del film,
complice un personaggio capace di accattivarsi le simpatie del
pubblico, grandi e piccini: rubacuori, spavaldo, impetuoso,
romantico e acrobatico, ma pur sempre un micetto che calza due
grandi stivaloni, capace di fare gli occhioni e le fusa per
ottenere i suoi scopi. Quindi senz'altro un prodotto che calca
l'ondata del successo di Shrek e che mira a un facile riscontro
positivo da parte del pubblico, ma che va oltre i piccoli
spezzoni animati che sono seguiti, nei periodi natalizi, ai vari
capitoli della serie, finendo per diventare un film completo e
dotato di una sua anima. La storia narrata non risulta mai
scontata, senza tempi morti nè banalità, e il successo sarà
meritato.
La frase:
"Un latte, per favore."
Voto del Recensore (da 1 a 10): 8/9 |