Scheda del film e recensione

In the name of the king

 

Genere: Fantastico/Azione

Anno: 2007 (2009 cinema Italia)

Regia:  Uwe Boll

Durata:  127'

Cast:  Jason Statham, Leelee Sobieski, John Rhys-Davies, Ron Perlman, Claire Forlani, Kristanna Loken, Matthew Lillard, Brian J. White, Mike Dopud, Will Sanderson

Sito ufficiale:  www.inthenameoftheking.com

Voto Medio:   Voti Totali: 2

Recensione/trama film:

Chi vi scrive nutre una certa passione per i film che trattano di vicende cavalleresche, dove il medievale si mischia a miti, leggende e magia. Quindi l'interesse per il ben promettente 'In the name of the king' non poteva essere poco. Il film narra del pacifico Fattore (Jason Statham), che vive con la moglie Solana (Claire Forlani) e il figlioletto coltivando onestamente i suoi campi, fino a quando le loro terre vengono invase da mostri, i Krug, guidati dalla mano di un malvagio stregone, Gallian. Per liberare i propri cari, catturati per essere usati come schiavi dai Krug, il Fattore dovrà prendere le armi e lottare, iniziando una avventura in cui si scontrerà anche contro il nipote del re, bramoso di ottenere la corona e pedina nelle mani di Gallian.

Appare evidente, durante la visione, l'impronta del Signore degli Anelli, ormai pietra di paragone per qualsiasi film che mischi il fantastico alle armature. L'analogia tra i Krug e gli orchetti è evidente tanto nel trucco di scena quanto nelle movenze e nelle finalità di trama; alcune riprese, come la ripresa aerea sui monti nei pressi del palazzo di Gallian, oppure le ninfe/amazzoni del bosco, ci ricordano la trilogia tolkeniana, tanto che in alcuni punti non avrebbe stonato sentire in sottofondo la colonna sonora della compagnia dell'anello; in più troviamo elementi propri della saga di re Artù, quali il re giusto e saggio, che ha un consigliere mago, che a sua volta ha una figlia dotata di poteri magici (che fan ricordare Merlino e Morgana). Il risultato di questa miscela fantasy un po' forzata comunque non è malvagio, seppur non garantendoci la profondità stilistica e di dialoghi dei citati film, e chiudendo un occhio di fronte a certe ingenuità di trama. Il film ci propone molte scene d'azione ben girate, scontri all'ultimo sangue tra l'esercito del re e i mostri/orchetti, fortezze ricreate da ottimi effetti digitali e scontri fra maghi, riproponendoci la classica lotta tra il bene e il male, che è fine a sè stesso, con vittoria del giusto e dell'onesto. Il top non è raggiunto per via di una certa legnosità della trama, discorsi che vogliono partire altisonanti ma terminano troppo bruscamente (come il finale, chiuso un po' troppo di colpo), musiche di sottofondo in alcuni punti decisamente stonate, situazioni di comicità ridicola evitabili (il nipote del re con la sua malvagità forzata e le sue ridicole gag) e altre piccolezze che nel complesso possono anche passare in secondo piano ad un occhio non avvezzo al genere.

 

 

Voto del Recensore (da 1 a 10): 7/8

 

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