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Il dottor Rick Marshall (Will Ferrell), alternativo
quanto geniale scienziato, ha una sua teoria particolare
sull'esistenza di mondi paralleli, poco condivisa da colleghi e
benpensanti. Finchè riesce a creare
uno strumento che gli consente di viaggiare nei mondi paralleli
tramite vortici spazio-temporali, e compirà il viaggio assieme ad una giovane
ricercatrice (Anna Friel) e uno
stravagante amico. I tre si troveranno proiettati in un mondo
popolato da scimmie primordiali, dinosauri e altri abitanti
fantascientifici, e dovranno lottare contro innumerevoli
pericoli per poter tornare vivi sulla Terra.
L'impresa in cui si è cimentato il regista
Silberling ha del rischioso: una avventura
fantastico-fantascientifica 3D in stile comico demenziale, con
punte di parodistico. Ancor più pericoloso di creare oggigiorno
un film di fantascienza senza le basi per solide animazioni
digitali e una storia avente già del seguito tra il pubblico, è
quello di mischiare la fantascienza con la comicità, cosa che
facilmente può portare il film a sconfinare nel patetico e
nell'ingenuo. Un rischio che ha corso a suo tempo anche 'Il
risveglio del tuono', che pur senza mischiare la comicità
alla pellicola ottenne un risultato deludente per via di effetti
digitali all'osso e una trama che, volendo esser seria, non
risultava credibile.
Con Land of The Lost le redini del palcoscenico
sono affibbiate a Will Ferrell, icona comico demenziale con al
suo attivo innumerevoli altri lavori cinematografici 'leggerini'
(i vari film della serie Austin Powers, Elf,
Fratellastri a 40 anni).
Il film riesce a ottenere anche grazie a lui e alle sue spalle
comiche un buon ritmo e battute che non sforano nell'ingenuo o
nel banale, e l'attore convince nei panni dell'archeologo
imbranato e deriso che trova il suo ricatto in un'avventura in
cui tutto è possibile: la parodia e l'eccentricità della
pellicola che non si prende per niente sul serio non guastano,
ma anzi contribuiscono a creare un qualcosa di inaspettato e
piuttosto godibile e divertente, pur senza gridare al miracolo.
Gli effetti speciali sono ben realizzati, con tirannosauri
famelici e sequenze e scenografia a mezza via tra Jurassic Park
e The Flintstones. L'azione è sostenuta e non ci sono momenti
noiosi o tempi morti.
Insomma un difficile terreno di ripresa ma in cui
regista e compagnia al seguito riescono a uscirne più che
fieramente: molto simpatico.
Voto del Recensore (da 1 a 10): 7/8 |