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Nel 2054 la popolazione mondiale vivrà per mezzo di
'Surrogati': vere e proprie imitazioni artificiali, controllate
da casa dai rispettivi proprietari umani attraverso un
sofisticato sistema neuronale. Quindi niente più omicidi, niente
più crimine: chi muore è sempre un surrogato, un androide dalle
fattezze generalmente abbellite e piacenti del vero
proprietario. Ma un giorno si scopre un'arma in grado, uccidendo
il surrogato, di uccidere anche il proprietario che lo
controlla, all'istante. Un agente FBI (Bruce Willis) indagherà
sul caso, scoprendo un intrico fantascientifico.
Non è malvagia l'idea alla base di Surrogates, dove
la fantascienza di Blade Runner si incontra con considerazioni
di tipo morale e effetti speciali più che discreti. Troviamo un
Bruce Willis dal surrogato ringiovanito e con parrucchino biondo
posticcio, a contrasto col reale, un po' invecchiato dagli anni
che passano inesorabili. A parte questo, l'azione tuttavia
rimane limitata a poche scene, che si concludono con
inseguimenti più mediocri che medi, e manca il mistero e la
suspence che non avrebbero guastato l'animo di un film di questo
tipo; la trama non porta a grandi sorprese o emozioni come ci si
potrebbe aspettare, e in certi punti ci si può domandare fino a
che punto stia in piedi una situazione del genere, piuttosto
difficile da ritenere credibile. Insomma non un centro completo,
anche i dialoghi stentano leggermente, e le atmosfere cupe delle
scene iniziali, rievocative dei classici della fantascienza, non
bastano a dare spessore alla pellicola, che si ritrova ad essere
piuttosto scontata, godibile solo fino ad un certo punto.
Voto del Recensore (da 1 a 10): 7 |