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Mongol ripercorre le vicende che hanno visto, nel
XII secolo, l'avvento di Gengis Khan, dalla sua infanzia
tormentata fino alla battaglia cruciale che lo designerà guida di
tutte le tribù mongole. Nella nostra cultura occidentale, Gengis
Khan viene rappresentato come uno spietato capo che portò la
distruzione tra le tribù della steppa mongola, assoggettandole ai
suoi ordini. In questo film viene rappresentato piuttosto come
l'uomo in grado di unire e di dare leggi alle rozze tribù mongole,
disunite e in lotta tra loro; è visto come uomo di grande forza
d'animo, dotato di grande senso dell'onore e abilità tattiche nei
combattimenti. Viene anche presentato come fondamentale nella sua
vita l'amore per la moglie Borte, che lo segue fedelmente e lo
consiglia.
Temudgin, vero nome del condottiero, da giovane è
destinato a diventare successore di suo padre come guida del clan,
il Khan. Le unioni tra tribù sono sancite da matrimoni organizzati
nella gioventù dei ragazzi, e Temudgin in questo modo conosce Borte. Alla morte
del padre però, un clan rivale lo spodesta e gli dà la caccia.
Temudgin sopporterà la schiavitù, tormenti e grandi privazioni,
tornando sempre in cerca della sua amata. Altro elemento importante
della storia è la presenza
del fratello di Temudgin, Jamulka, che ne è prima aiuto indispensabile, quindi
nemico acerrimo fino alla battaglia finale per il predominio sui
clan.
Le suggestive riprese della steppa mongola, delle
vaste praterie attraversate a cavallo e la trama abbastanza
lineare lo rendono un film piacevole e interessante; ottimale
anche la ricostruzione di usi e costumi della popolazione mongola
dell'epoca.
Voto del Recensore (da 1 a 10):
7,5 |