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Unicorni, leoni neri, magia e mistero sono gli
ingredienti principali di questo fantasy dai tratti, finalmente
possiamo dire, innovativi, pur restando sempre sui canonici
tratti del genere. Perchè in questo Moonacre ci sono principesse
giuste e di cuor puro, castelli, foreste stregate, passaggi
segreti, polverose librerie e sortilegi da spezzare, il tutto
inquadrato da una sapiente regia (Gabor Csupo, regista di Un
ponte per Terabithia, I Rugrats) e da una scenografia adeguata.
Ma si evita uno dei principali difetti dei film che si cimentano
in questo difficile terreno: il cadere nell'ingenuo, o talvolta
nel ridicolo. Infatti il film, con un tono da favola, tra il
romantico, l'incantato e l'avventuriero riesce a coinvolgere in
una storia che non vuole essere, come in altri film fantastici,
una lotta tra il bene e il male, la contrapposizione
luce/tenebre: qui la luce si confonde con le tenebre, l'avidità
si mischia all'orgoglio e alla ripicca, senza poter parlare di
contrapposizione buoni/cattivi, ma piuttosto di sentimenti puri
contro i difetti umani. La protagonista, Maria Merryweather
(Dakota Blue Richards, che dopo la Bussola D'Oro si mantiene
sullo stesso genere cinematografico) , alla morte del padre si
trasferisce nella magione dello zio Benjamin. Qui scopre di
trovarsi al centro di una sorta di incantesimo, dovuto ad una
secolare lite tra due famiglie, i Merryweather e i De Noir, e
che si concluderà con la distruzione della vallata se la
maledizione non sarà spezzata.
Moonacre, ambientato nell'Inghilterra del
'700-'800, è ricco in costumi e ambientazioni, così come di
effetti speciali così ben integrati nella scenografia da
apparire ovvi. Una novella Giulietta e Romeo con ambientazione
Fantasy, gli amori resi impossibili dal semplice nome di una
famiglia, e personaggi di supporto simpatici e stravaganti danno
quel tocco di 'sogno' senza, come già detto, cadere nel baratro
dell'ingenuo.
Voto del Recensore (da 1 a 10): 8 |