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Ultimo successo dei fratelli Coen, che dopo un
ventennio di collaborazione, riescono a scalare la ripida vetta
degli Academy Awards, riuscendo a vincere quattro ambite
statuette, su otto nominations, per miglior attore non
protagonista (Javer Barden), migliore sceneggiatura non originale,
ma soprattutto miglior regia e miglior film dell'anno, a dispetto
di ogni pronostico che dava vincente il rivale "Il petroliere".
"Il regista a due teste" così spesso vengono definiti i due
fratelli Coen, che per "Non è un paese per vecchi" si sono
ispirati all'omonima opera di Cormac McCarthy, portando in scena,
secondo il loro stile, galeotti in fuga, soldi sporchi, serial
killer psicotici, in un far west moderno.
Llewelyn Moss è un saldatore, che un giorno, mentre va a caccia
nel deserto si imbatte, in un massacro circolare, una sorta di
resa dei conti per una partita di droga. Camion abbandonati, cani
sgozzati, uomini trucidati, droga e una valigetta abbandonata,
stracolma di denaro. Lo stesso Moss, approfitta della desolazione
della valigetta per recarla con sé, incurante della scia di sangue
che seminerà. Anton Chigurh (Javier Barden)è il mandante di queste
atroci morti che si susseguono con un ritmo incalzante, senza
esclusione di colpi, eccetto in qualche momento di redenzione in
cui il carnefice faccia a faccia con la sua vittima gli offre una
scelta, la vita o la morte scommessa nel lancio della monetina,
testa o croce?!, unico espediente salvifico. A indagare sugli
atroci delitti è lo sceriffo Ed Tom Bell (Tommy Lee Jones), il
suo lavoro servirà a poco, niente e nessuno contrasterà e fermerà
l'irrazionale furia assassina del Killer dal caschetto ridicolo.
Lande al tramonto, deserti paradisiaci, si contrappongono all'
efferata realtà umana. Tutto gira intorno ai soldi, come sempre.
Meritatissimo il premio, come miglior attore non protagonista,
vinto da Javier Barden, un cattivo eccellente, dallo sguardo
atarassico e dalla voce roca che incute timore, un killer che
gioca con la sua vittima, con una postura contrapposta , corpo e
occhi divergenti. Un killer impunito, un killer che agisce a piede
libero e incontrastato, che usa armi di svariata natura diabolica.
Lo spettatore vive con ansia ogni esecuzione inaspettata. Ma anche
i soldi, fulcro degli eventi, verranno messi in secondo piano,
lasciando il posto ad una questione di principio e di promesse.
Lo sceriffo, ormai prossimo alla pensione, si cimenta nella sua
ultima missione, alla fine rimpiangerà con amarezza e
insoddisfazione il lavoro abbandonato. Josh Brolin sarà una
scaltra pedina, darà filo da torcere al deviato Chigurh, che lo
seguirà passo passo, attraverso un sensore abilmente nascosto tra
le banconote.
La maestria registica dei Coen è evidente dalle eloquenti tecniche
di ripresa, la suspense avvolge ogni scena, la ripetizione dei
dettagli, le panoramiche desertiche, gli inquietanti passi scalzi
del killer che si avvicina alla verità, le ombre sull'asfalto, le
tracce di sangue gocciolante, le scie della valigetta, i deep
focus, danno una visione completa dell'azione e dello spazio.
« Penso che quando non si dice più «grazie» e «per favore» la fine
è vicina. »,"Non è un paese per vecchi", non è un paese dai buoni
valori, ormai perduti, dove la spietata nuova generazione sta
prendendo il sopravvento, portando alla rovina quel poco che di
giusto rimane.
"Sempre per i maledetti soldi. Per i soldi, e la droga. Va al di
là di ogni immaginazione, cazzo. Che senso ha? Dove andremo a
finire? Se vent'anni fa mi avessi detto che un giorno nelle nostre
cittadine del Texas ci sarebbero stati ragazzini coi capelli verdi
e un osso infilato nel naso non ti avrei creduto."
Recensione di Lorenza Rallo
Voto del Recensore (da 1 a 10):
8 |