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Due individui, perfetti sconosciuti, il milionario
Edward Cole ed il meccanico Carter Chambers, si ritrovano nella
stessa stanza di ospedale, malati terminali. Di fronte
all'inevitabile consapevolezza del loro destino, e con
l'avvicinarsi inesorabile dell'ultimo giorno, i due si ritrovano a
scrivere una lista, un elenco delle cose che si sarebbero volute
fare in vita. La decisione di entrambi è quella di cercare di
depennare, via via che si fanno, le cose nell'elenco: dalle cose
più terrene, come il lancio col paracadute o le belle macchine,
a quelle più profonde, che solo una vera consapevolezza del nostro
essere può darci, come fare del bene ad uno sconosciuto. Inizia
quindi un viaggio attorno al mondo, fino in India, verso l'Himalaya
e Hong Kong; ma presto risulta chiaro ai protagonisti che quello
che veramente importa si trova vicino a noi, e il raggiungerlo è
spesso più semplice di quello che si pensi: ecco quindi che i due
fanno ritorno, perchè l'amore di Carter per la moglie è troppo
forte, e una lista di desideri non può superare quello che
potrebbe essere l'ultimo sguardo tra una coppia che si è davvero
amata per una vita. E Edward potrà riappacificarsi con la figlia,
che non vede da anni per puntiglio, ma che in fin dei conti tanto
gli manca.
Il film è tristemente amaro e profondo, ma sempre
con un velo di comica ironia, resa possibile dalle espressioni
mimiche di Nicholson e dalla bravura di Freeman. L'alone di
commozione aleggia, doverosamente, sul film, che non vuole solo
essere pretesto per facili lacrimoni, ma anche una spinta a
riflettere, pensare di più a vivere ogni momento della propria
vita come fosse l'ultimo, senza cercare in cose lontane e
difficilmente raggiungibili il proprio appagamento, ma guardando
dentro al proprio cuore.
Voto del Recensore (da 1 a 10):
8,5 |