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La vera storia di John Dillinger, gangster che
negli anni '30 rapinava banche di tutta America sfuggendo
ripetutamente alla polizia e riuscendo più volte ad evadere dopo
la cattura.
Negli anni della grande depressione, la figura di
Dillinger (Johnny Depp) era quella temuta ed amata nello stesso
tempo dal grande pubblico. Criminale sì, ma gentiluomo, che
nelle banche bruciava i libri dei debitori, per cui trovava un
certo consenso tra il pubblico. Gli anni cupi sono ben
rappresentati dalla sceneggiatura, scura ed ombrosa, con
predominanza dei grigi di impermeabili e cappelli, dove gli
unici colori vividi sono quelli delle raffiche dei mitra pesanti
in mano ai gangster. A dar loro la caccia sarà Melvin Purvis
(Christian Bale di Batman Begins
e seguito), determinato e razionale agente investigativo cui
sarà assegnato un ufficio appositamente allestito per la caccia
al 'Nemico pubblico numero uno'.
La vita di Dillinger viene narrata da Mann con
riguardo solo agli ultimi anni di vita. Dell'uomo non si
conoscono gli inizi, gli 'esordi' nella criminalità, se non in
poche frasi da lui citate nel film; si impara a conoscere la sua
lealtà nei confronti degli amici, la sua determinazione, la sua
sfacciataggine (quando entra nell'ufficio della polizia, verso
la fine del film) e come nasce il suo amore devoto verso Billie
Frechette, sua compagna.
Nei panni del protagonista troviamo un fantastico
Johnny Depp doverosamente più serio e freddo che in altri film,
e un altrettanto ottimo Christian Bale nei panni del suo
avversario. Espressività dei protagonisti eccellente,
sottolineata dalle inquadrature e dai primi piani che si
soffermano su di essi a lungo.
Cast quindi di alto livello, trama discretamente
protratta che però pecca di una certa freddezza e scarsa
capacità di appassionare completamente, soprattutto per quanto
riguarda la figura di paladino di Dillinger, poco approfondita.
Tuttavia un film godibile e di gran qualità anche per
sceneggiature e fotografia.
La frase:
"Sono cresciuto in una fattoria a Moooresville,
Indiana. Mia madre ci lasciò quando avevo tre anni, mio padre mi
picchiava perché non conosceva un metodo migliore per crescermi.
Amo il baseball, i film, i bei vestiti, il whisky, le macchine
veloci, e te. Cos'altro c'è da sapere?"
Voto del Recensore (da 1 a 10): 8 |