Scheda del film e recensione

Quasi amici

 

Genere: Commedia

Anno: 2012

Regia:  Olivier Nakache, Éric Toledano

Durata:  111'

Cast:  François Cluzet, Omar Sy, Anne Le Ny, Audrey Fleurot, Clotilde Mollet, Alba Gaïa Kraghede Bellugi, Cyril Mendy, Christian Ameri, Grégoire Oestermann

Voto Medio:   Voti Totali: 3

Recensione/trama film:

LA RIVINCITA DEL CINEMA EUROPEO IN UNA COMMEDIA BRILLANTE E COMMOVENTE
Questo gioiello cinematografico riesce a mescolare assieme elementi di una divertente commedia con una trama fondamentalmente tragica, per ottenere un'opera agrodolce perfettamente bilanciata. E merito della sapiente regia Nakache-Toledano e delle estasianti interpretazioni dei due protagonisti. Il film parte con una bella scena in cui i due sono in una macchina, rincorsi dalla polizia. Poi c'è un flashback e la storia vera e propria comincia. Philippe( interpretato magistralmente da Francois Cluzet, che, a tratti, ricorda il miglior De Niro) è un ricco aristocratico paralizzato dal collo in giù che cerca un nuovo badante. Scartando tutti i candidati, che presentano le dovute referenze e che portano come motivazioni che li avevano spinti a proporsi quelle "convenzionali", Philippe sceglierà Driss, un disagiato sociale senegalese che si era presentato solo per ottenere una firma che lo respingesse, così da poter ricevere la pensione di disoccupazione. Lo sceglie proprio perché ciò di cui ha bisogno è avere al suo fianco una persona che non abbia pietà della sua condizione, ma una persona normale. Ma cosa è il normale? Dunque, l'handicap fisico di Philippe trova una controparte nell'handicap sociale di Driss, il quale vive nell'indigenza e ha una fedina penale non immacolata. Ma, ciò non interessa a Philippe, perché, dal suo punto di vista, Driss è normale, essendo in salute fisicamente. L'aristocratica educazione del paraplegico è in stridente contraddizione con la cultura da strada e la grossolanità del nuovo badante, il quale è peraltro restio ad assolvere ai propri compiti, ma si creerà un'intima complicità tra i due. Ciò di cui aveva bisogno Philippe era esattamente un uomo che sconvolgesse l'ordine prestabilito ed austero della sua vita e che inserisse in essa qualcosa di nuovo, che gli facesse vivere una vita vera. E per questo che le scene in cui Driss porta a spasso, di notte, Pilippe, hanno un enorme carico emotivo ed una immensa delicatezza, perché è palpabile in esse la scintilla di vita che Driss riesce ad infondere a Philippe, e la sua ritornata voglia di vivere, di avere passioni. Perché, ciò di cui ha bisogno il protagonista non è un badante qualificato, magari con una laurea, ma solo di un uomo vero, autentico, di un amico. La materia, estremamente delicata, è modellata con assoluta spietatezza, Driss non concepisce quasi la pietà verso un "handicappato", eppure è un amico. I registi riescono a confezionare una commedia che fa ridere moltissimo, nonostante tratti un argomento così difficile; ed è proprio qui il miracolo: far ridere laddove l'argomento fa piangere, senza per questo offendere la condizione del disabile, anzi manovrandola con una delicatezza estrema, come se si stessere toccando bicchieri di cristallo. Il film vibra di una propria intrinseca passione; mette voglia di vivere. Ed è commovente come pochi. Dal punto di vista tecnico, esso abbraccia i canoni della commedia classica, essendoci un elemento disturbatore(Driss) che irrompe in un mondo borghese costituito; ma poi se ne allontana, per creare infinite situazioni di incontro/scontro tra due mondi, ma soprattutto tra due persone, due "intoccabili", perché entrambi handicappati, anche se in sensi diversi. Nello scontro tra i due mondi, forse è un po' troppo stridente il contrasto tra i neri e i bianchi; i registi hanno voluto affrontare, infatti, anche la situazione sociale di questi due "gruppi" nella Francia contemporanea. Allontanandosi dalla commedia contemporanea, o meglio spingendosi oltre, il film francese arriva ad osare dove pochi avrebbero osato, e riesce a far ridere(e molto) dove pochi ci sarebbero riusciti. E la rivincita del cinema europeo? Certo è che la pellicola lascia a bocca aperta, ed è difficile non commuoversi, perché viene manovrata una materia estremamente delicata, antiartistica forse, con una eleganza ed una classe che lasciano di stucco. Toccante.

 

Recensione di Vito Antonio Sanges
 

 

Voto del Recensore: 4/5

 

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Commenti su Quasi amici:     

Commento di gianfranco (4/10/2012):

è un film molto divertente


 

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