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Alberto e Angelo (Antonio Albanese e Kim Rossi
Stuart) si incontrano per destino, in ospedale la notte in cui
hanno un infarto. Nasce da subito una amicizia, che dalla sala
di rianimazione prosegue poi una volta ritornati alle loro vite,
fatte di quotidiani problemi, scanditi dal battito dei loro
cuori malati e che, da un momento all'altro possono tornare a
bloccare le loro vite. Alberto è uno scrittore e sceneggiatore
in crisi, sia con il lavoro che con la donna amata; Angelo ha
una carrozzeria dove ripara auto d'epoca; il tutto è calato in
un contesto di urbano e suburbano, sottolineato anche dal
dialetto romanesco dei protagonisti. I due uomini scherzano sui
loro problemi, sdrammatizzano, ma oltre l'apparenza di forza è
proprio il timore di doversi spegnere di nuovo, e la capacità di
cogliere la vita che resta e non va sprecata, ad unirli. Quando
però Angelo scopre di avere poco tempo di vita, cercherà di
trasferire all'amico i beni più preziosi che ha in vita, anche
la sua stessa famiglia.
Questioni di cuore è un film capace di trattare
con molta profondità temi quali la vita, l'amicizia, le ansie e
le paure quotidiane (il non saper arrivare a fine mese per le
tasse, la salute precaria, i rapporti con moglie e figli), ma
i toni drammatici non scadono nel patetico o nel tragico; sono
infatti sempre accompagnati dalla vena ironica di Antonio
Albanese, capace con estrema semplicità ed uno stile tutto suo,
da accattivante amico del bar, di strappare un sorriso e dei
sentimenti. Cosa c'è di più genuino di due veri amici che ridono
uno accanto all'altro, una risata sincera, ma amara nello stesso
tempo per la consapevolezza di una salute precaria? E lo sguardo
di Albanese riesce a comunicare più di cento parole quel flusso
di pensieri e di estrose genialità che scorre nelle vene
dell'artista, e che riesce molto bene a trasmettere in maniera
immediata al pubblico.
Voto del Recensore (da 1 a 10): 8 |