|
Dalla produzione Disney-Pixar, Ratatouille (prende
il nome da una specie di sformato per 'poveri') narra la storia di
Remy, un topino campagnolo fuori dal comune; infatti diversamente
dai suoi simili, che rubano e si riempiono la bocca di qualsiasi
cosa, Remy ha uno straordinario senso dell'olfatto e del gusto ed
è affascinato dall'arte culinaria, dalle infinite possibilità di
sperimentazione che essa offre e rimane colpito dalle lezioni
culinarie televisive del grande chef Gusteau, che sostiene il
motto: 'tutti possono cucinare'. La sua passione lo condurrà a
Parigi, dove capiterà proprio nel ristorante Gusteau's. Qui, suo
malgrado, si improvviserà piccolo chef, aiutando lo sguattero
Alfredo Linguini in esibizioni culinarie raffinate, celandosi
beffardamente agli occhi del capo cuoco. La sua opera si complica
quando il ristorante viene visitato dall'inflessibile critico
culinario Anton Ego, che aveva duramente criticato nel passato lo
stesso Gusteau.
Ratatouille è un film ben calato nella tipica
atmosfera parigina, fatta di lungo Senna, ristoranti raffinati e
torre Eiffel sullo sfondo di un tramonto romantico. E' un film che
sa divertire quanto emozionare, lo si vive fino alla fine;
Ratatouille non è mai scontato, le animazioni sono eccezionali
tanto quanto espressive le mimiche dei personaggi e dei topi
protagonisti. Ottimo l'intreccio della trama, lineare ma non
noiosa. La vita nella cucina del ristorante parigino viene
ricreata con cura, così come sono splendidamente realizzate le
grafiche e le luci, che danno un tocco di calore al film.
Ratatouille ha diversi insegnamenti e una morale da darci:
guardare oltre, oltre le apparenze, oltre ciò che diamo per
scontato anche quando non lo è. E lo spettatore, a fine film, ne
avrebbe ancora voglia, voglia di vedere il dolce topino continuare
ad improvvisarsi chef tra pentole, cucchiai, salse, spezie e mille
acrobazie culinarie, e creare qualcosa di magico sullo schermo.
Bello, bello, bello.
Voto del Recensore (da 1 a 10): 10 |