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L'ultimo capitolo della trilogia dedicata a
Starship Troopers rivede i protagonisti del primo film della
serie: il colonnello John Rico (Casper Van Dien), il capitano
della flotta Lola Back (Jolene Blaloch) e il generale dei servizi
segreti Dix Hauser (Boris Kodjoe). Si ritrovano, da vecchi amici,
nell'avamposto di Roku San, dove viene scortato anche lo Sky
Marshal Omar Anoke, vera icona del patriottismo della federazione
stellare, le cui canzoni che esaltano il sacrificio e l'eroismo
sono diffuse tra l'esercito. Quando l'avamposto viene duramente
colpito dagli insettoni, si scoprirà una verità sgradevole: e se
non fosse successo per caso, ma se qualcuno avesse permesso
l'attacco? La verità sarà scoperta sul pianeta OM-1, dove la nuova
arma della fanteria, i Marauder, farà la sua comparsa.
In questo terzo film vi sono alcune novità,
innanzitutto nuove armi a disposizione degli insettoni alieni:
abbiamo delle palle organiche che esplodono, come granate, e degli
scorpioni che lanciano fasci elettrici dalla coda. Rivedremo il
cervellone alieno catturato nel primo episodio; il clima si fa più
teso: non mancano ora gli oppositori alla federazione, ed i
'traditori' vengono impiccati in pubbliche esecuzioni televisive.
Non manca la solita vena di eccessiva esaltazione del patriottismo
e del sacrificio ('Oggi è un buon giorno per morire', recitano gli
speaker del telegiornale della federazione) che contraddistingue
anche i precedenti episodi. Inoltre troviamo anche un tema
religioso di fondo, la ricerca di un Dio, che è in tutti noi ma di
cui a volte si ha disperato bisogno. Vale
di più il nostro Dio o quello a cui credono gli insetti, si chiede
ad un certo punto il comandante di flotta Lola Back. Forse non ha senso privilegiarne una
forma o un'altra ('Ma il loro è il Dio sbagliato', sbotta invece
la luogotenente Link Manion (Breccia Cecile), che si aggrappa alla
preghiera quando vede la morte circondarli). Così viene criticato,
nel film, oltre al militarismo, anche l'eccessiva fede, che sfocia
in pericoloso cieco fondamentalismo.
Solite scene splatter, scene di azione e
combattimenti frenetici e
militarismo esaltato all'eccesso, il tutto immerso nell'atmosfera
vagamente visionaria ed irreale che contraddistingue anche tutti i precedenti
film.
Il finale, con il capo dei pacifisti che urla il
suo odio contro la federazione e la possibilità, che non potrà mai
venire meno in ogni persona, di esprimere liberamente le proprie
idee e andare contro l'inquadramento di massa e il lavaggio del
cervello a cui ci sottopongono i media e i potenti, riassume il
nucleo centrale e il concetto che ci rivolge questa serie
cinematografica.
Voto del Recensore (da 1 a 10): 7,5 |