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Sono passati ormai parecchi anni dal primo,
storico, Terminator, con un grande Schwarzenegger che non aveva
ancora preso vie politiche e che, espressione impassibile e
frasi culto (No I problema) diede linfa vitale ad un capolavoro
nel suo genere che aprì il terreno a discreti seguiti, anche se
perdenti via via di fascino. La storia è nota agli appassionati:
in un futuro apocalittico le macchine sono in lotta contro gli
uomini e il loro leader, John Connor (Christian Bale). I
Terminator, guidati dal supercomputer Skynet, cercano in tutti i
modi di eliminare il leader, come ben sappiamo dal primo
episodio in cui Schwarzy era inviato nel passato proprio per
eliminare il futuro leader. Questa volta il paradosso temporale
si fa più complicato: Connor deve salvare la vita di Kyle Reese,
l'uomo che lui stesso invierà nel passato per autosalvarsi, e
che finirà poi per diventare suo padre (sempre echi del primo
Terminator). Come quindi appare subito chiaro, i rimandi ai film
della serie ci sono e sono molto suggestivi, così come la
fotografia e gli stupendi effetti speciali. L'ambientazione è
infatti nel futuro post-atomico, durante la guerra
macchine-uomo. Mezzi volanti, androidi, laser ed esplosioni sono
ben realizzati ed incorniciati da un colore predominante
metallico e scuro che rende bene l'idea del futuro devastato e
tormentato.
Christian Bale, svestiti i panni del novello
Batman, si erge di nuovo in difesa degli oppressi, ottimo come
sempre. Meno impattanti però sono gli altri personaggi ed i
dialoghi, e più spazio è concesso agli effetti speciali, cosa
che fa perdere quell'anima che invece aveva il primo Terminator.
Qui ci si concentra di più sul retroscena bellico della storia,
che magari ha sempre più incuriosito il pubblico più giovane a
partire dalle inquadrature del primo film, in cui i Terminator
marciavano in uno scenario catastrofico sugli scheletri degli
uomini. Assistiamo alla cattura da parte delle macchine di
uomini a fini sperimentali, all'attacco alla base di Skynet, e
troviamo (forse miglior chicca del film) uno Schwarzy
digitalizzato e pronto al lancio nel passato, verso il primo
film. Su tutto questo però grava un sentore di inconcludente,
una storia piena di azione e di scene ben dirette ma in cui
manca il fascino dei primi episodi, con un vago sentore di film
alla 'Indipendence Day'. In ogni caso, migliore del precedente
terzo episodio.
Voto del Recensore (da 1 a 10):
7/8 |